Lettera aperta ai tecnologi sul valore della Semplificazione

Il valore della semplificazione tecnologica

Lettera aperta ai tecnologi sul valore della Semplificazione

A volte gli esperti arrivano a determinate conclusioni con un ritardo imbarazzante rispetto alla gente comune.
In particolare in questi anni il mondo sociale ed economico è stato rivoluzionato da un trend sempre più diffuso che la maggioranza degli esperti fatica a comprendere appieno: sto parlando della semplificazione nella fruizione di servizi e dispositivi.

La nascita degli smartphone ha rappresentato un vero e proprio spartiacque tra prima e dopo, quale solo era stato la nascita del web.
L’evento è ancora abbastanza recente eppure molti dei suoi effetti hanno modificato tanto il tessuto  della nostra società da cambiarne le dinamiche.
Rendere più intuitiva, veloce e “trasparente” la tecnologia, anche solo di poco, è ormai garanzia di successo di pubblico. Basti pensare al successo delle interfacce Natural User, a quello degli aggregatori di servizi quali booking.com, expedia, amazon, airbnb, justeat e a tutto quel sottogenere di app che sostituisce la consultazione dei siti web.
La semplificazione è premiata perfino in quei casi in cui si sacrifica qualcosa in efficienza e flessibilità pur di ottenerla.

Eppure a tutt’oggi mi capita spesso di sentire obbiezioni a questa o quella innovazione o piattaforma informatica accusate di essere fondamentalmente inutili perché forniscono strumenti già esistenti in precedenza. «Cambia solo nel modo di utilizzo» «Tanto si può fare anche in quest’altro modo» sono le frasi usuali per liquidare idee che poi nella pratica prendono invece piede tra il vasto pubblico. Credo che il divario tra esperti e non esperti nell’apprezzamento per questo tipo di innovazioni sia oggi incolmabile.
Ma perché non riusciamo ad apprezzare il valore della semplificazione tanto quanto le altre persone? Anche noi ci avvantaggiamo dei miglioramenti in agilità e velocità che queste innovazioni portano nella vita quotidiana, eppure facciamo resistenza e tendiamo a non riconoscerne il valore fino a che non sono completamente mature e già diffuse.

Quello che la maggioranza di esperti si ostina a non capire è in fondo di una banalità disarmante: la tecnologia ha cambiato bacino di utenza; una nuova utenza che non ha mai cercato realmente la tecnologia ma l’ha trovata come parte della propria vita senza possibilità di riflessione o di scelta.
Questo ovviamente comporta una revisione storica nell’implicito patto che l’uomo ha stretto con l’Informatica.

L’Informatica è la promessa di un potere di creazione teoricamente senza limiti ceduto nelle mani di individui non necessariamente straordinari che votano la propria fatica, il proprio intelletto, il proprio tempo a mantenere ed evolvere tale potere.
So che sembra una speculazione filosofica ma il semplice atto di possedere un computer implica l’accettazione che ore e ore della propria vita saranno dedicate alla comprensione del suo funzionamento, alla scelta dei programmi, alla pulizia e organizzazione dei dati e ad un costante aggiornamento. Come in questo esempio, in tutti i campi se si tradisce questo patto la tecnologia smette di essere un’opportunità e diventa un ostacolo.

Tutti noi che in un modo o nell’altro rientriamo nel campo degli esperti informatici, dall’inizio di questa folle corsa, devotamente rispettiamo il patto. E risulta davvero difficile comprendere come i “non esperti” pretendano la stessa servitù dall’Informatica senza essere disposti neppure a sforzarsi di capire che premendo due tasti insieme su una tastiera si può ottenere una scorciatoia.
Dobbiamo rassegnarci ad accettare il tradimento: la Tecnologia è ora davvero alla portata di tutti, anche di chi non la rispetta.

Ed è solo in quest’ottica, solo abbandonando le nostre pretese “di punizione divina” verso questo vasto popolo di nuovi eretici, che possiamo finalmente ammetterlo: la semplificazione tecnologica è la nuova frontiera ed ha la stessa dignità di qualsiasi altra innovazione.

Elisabetta Saporito

Perito Informatico con una spiccata predilezione per la programmazione e il web design. Consulente Informatico freelance di lunga data è ora co-fondatrice del progetto PC-Go, di cui condivide da sempre gli ideali.

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