Experiences

GreenSound

Il progetto GREENSOUND nasce con l’intento di riuscire a catalogare in differenti modi i dati che possono essere ricavati dalle piante (dati sia presi collettivamente che singolarmente). Fin dall’antichità si è sempre saputo che le piante in quanto parte del mondo vivente hanno l’abilità di comunicare tra di loro e con il mondo, ma il loro linguaggio veniva decifrato in dettaglio solo all’interno di determinati contesti socio-culturali, in particolare, in quello che oggi definiamo in modo generico come “mistico”. Solo negli ultimi secoli grazie all’interesse di alcuni gruppi di scienziati le piante sono riemerse come oggetto di studio accademico e numerosissimi test sono stati condotti sia in ambito accademico che tattico-militare. Nel primo è stato studiato come esse comunicano tra di loro tramite recettori e generatori di componenti biochimici che ne identificano lo stato e che codificano una moltitudine di segnali (dalla presenza di acqua e fuoco fino alla presenza di determinati agenti per loro patogeni). In ambito tattico vengono studiati modi per rendere le piante parte di un sistema vivente capace di fornire informazioni utilizzabili per esempio sui campi di battaglia o su terreni considerati strategici. Artisti e curiosi di ogni parte nel mondo invece hanno utilizzato la bioelettricità, la resistività e la conduttività che le piante fisicamente generano a livello informativo per dare luogo ad esperimenti visuali e sonori di diverso genere con risultati spesso interessanti. Se volete saperne di più sul progetto Greensound cliccate qui.

Di seguito riportiamo un articolo che racconta come sono iniziate le ricerche in questo ambito nella seconda metà del secolo scorso.

 

Che le piante avessero una capacità di comunicare é una scoperta che risale al 1966, effettuata da Cleve Backster (foto), il maggior esperto di “macchine della verità” all’epoca.

Un giorno Backster decise di applicare gli elettrodi di una di queste macchine alla pianta che aveva nel suo ufficio, una dracaena, per vedere se era possibile misurare il tempo necessario all’acqua per risalire dalle radici fino alle foglie.

Il tracciato della macchina in seguito all’annaffiamento della pianta, era simile a quello che si sarebbe ottenuto monitorando una persona stanca o annoiata.

Provò quindi ad immergere una foglia in una tazza di caffè, ma senza risultati evidenti nel tracciato.

Così pensò che poteva provare a minacciare la pianta con un fiammifero.

Nello stesso istante in cui ebbe quel pensiero, il pennino della macchina puntò verso l’alto così velocemente che quasi saltò via.

Backster aveva solo pensato di usare il fiammifero senza effettivamente farlo.

[articolo tratto da: https://riccamente.blogspot.com/2011/07/anche-le-piante-si-spaventano.html]

Experiences

Pc-go e Innesti di luci led per MakeUp Artists

Grazie alla Baburka Production Factory, abbiamo avuto modo di sperimentare alcune tecniche di innesto di led nel settore del MakeUp, l’opera è stata esposta nello stand di MouldLife all’interno della fiera IMATS – London.

La maschera finita (foto) rappresenta un’antica divinità egizia in forma felina adornata di preziosi che grazie alla luce acquisisce un tono mistico e moderno. Tecnicamente le componenti, che comprendono: luci led alimentate a 12V, un backpack per le celle di alimentazione, switch e collegamenti sono stati realizzate tramite componenti specifici ed assemblati artigianalmente. Il backpack è stato dotato di un controllo di accensione e spegnimento integrato. Il prodotto è stato testato direttamente in laboratorio per garantire la massima indossabilità e sicurezza per la modella.

Corsi

Smartwork – Faccio cose col computer

L’estate ormai è inoltrata passata e molti sono già in vacanza tornati dalle vacanze! nonostante questo.
Come sempre, ad ogni modo, noi di PC-go continuano a lavorare per voi e vi annunciamo che a  giovedì 27 settembre ricominceremo le nostre attività con un nuovo entusiasmante corso, in 6 lezioni, che si terrà allo Smart-lab di Roma (Via delle Betulle 11 – Zona Centocelle). Tratteremo argomenti inerenti alla creazione di progetti tramite tecniche innovative quali stampa 3D, progettazione informatizzata e team building. Illustreremo alcuni mezzi tramite cui poter creare pressoché qualunque forma e realizzare così i propri prototipi o progetti artigianali piccoli e grandi. Il corso è adatto a persone di tutte le età che abbiano voglia di cimentarsi con l’idea di realizzare qualcosa di bello tramite le attuali tecnologie, o semplicemente di stare al passo con i tempi. L’avventura come detto si svolgerà allo Smart-Lab. Per chi non sapesse cos’è, si tratta di un laboratorio di progettazione informatizzato. Nella sua area comprende vari strumenti di creazione e manifattura avanzati quali stampanti laser, stampanti per serigrafie, stampanti 3D, fresatrici ed altri interessanti giocattoli tecnologici. All’interno di questa piccola boutique della tecnologia potrete godere un atmosfera giovane, dinamica ed informale, è presente anche un angolo bar dove potersi ristorare nelle piccole pause tra un momento e l’altro del corso. Ogni lezione ha la durata di un ora e mezza in cui è prevista una parte di teoria ed una parte di pratica, a volte simultanee, altre volte separate secondo le necessità delle singole lezioni. Gli argomenti spazieranno dalla sicurezza informatica a come gestire un progetto di qualunque dimensione senza problemi. Le iscrizioni saranno aperte fino al raggiungimento dei limiti di iscrizione. Se questo limite dovesse essere superato avrete l’opportunità di pre-iscrivervi in sessioni successive che vi saranno tempestivamente comunicate. Oltre alla stampa 3D parleremo anche di Cloud e Web per capire cosa sono e i modi giusti di sfruttarne il potenziale. Telefonate o scriveteci al solito indirizzo corsi@pc-go.it oppure potete mandarci un messaggio su Facebook alla pagina https://www.facebook.com/pcgo.it/ !

SmartWork – faccio cose col computer

iPhone x Articolo

IPHONE X: MakeUp Artists vs. Apple Face-ID

 

Il 3 novembre esce (anche in Italia il) nuovissimo gioiellino targato Apple: l’IPhone X (leggasi “ten”, dieci in inglese), successore del Iphone 9 integra dentro di se il meglio della tecnologia attualmente disponibile sul mercato.

Uno schermo da 5.8’’ Super retina da 588 punti per pollice, un processore
A11 Bionic a 6 core con motore neurale per il riconoscimento biometrico.
Una telecamera con grandangolo e teleobiettivo incorporati che registra video in 4K a 60fps e a 1080 a 240fps.

 

true-depth-apple

Ma la novità introdotta che sicuramente ha catturato la nostra attenzione è la funzionalità chiamata Face-ID. Grazie a questa tecnologia il telefono effettuerà la rilevazione del volto del proprietario che potrà poi essere utilizzato per sbloccare il telefono ed effettuare pagamenti online.

Molti altri produttori di telefoni hanno provato in passato a dotare i propri prodotti di una tecnologia simile con risultati spesso discutibili. Su molti telefoni infatti era possibile sbloccare il dispositivo anche con fotografie o con maschere iperrealistiche. Il dispositivo della Apple rappresenta un passo avanti rispetto a questa tecnologia poiché combina illuminatori infrarossi, telecamera infrarossi, telecamera normale e reti neurali hardware per ottenere un’affidabilità dichiarata di 1 errore su un m

ilione.

Dalle dichiarazioni fornite dalla Apple, per sviluppare questo sistema sono state scomodate le maggiori autorità in campo di make-up prostetico di Hollywood. Sono stati condotti inoltre migliaia di test con fotografie e maschere proprio per assicurare la quasi totale infallibilità del dispositivo. I volti oltre che come strumenti di test sono stati usati come “training set” per il setup della rete neurale che opera la prima fase del riconoscimento stesso, ossia l’individuazione del volto umano.

maschere iPhone x

In Italia presso i laboratori della Baburka Production, su idea della Nikada Film, è stato condotto un esperimento che sfidasse il dispositivo di Cupertino (vedi il video). L’intento dichiarato era quello di competere la tecnologia della Apple con una riproduzione iperrealistica in silicone di una modella umana.

L’esperimento ha dato ragione alla Apple: il sistema di FaceID ha superato a pieni voti il test rimanendo sempre bloccato di fronte al volto in silicone che i bravissimi artisti di Baburka hanno creato per metterlo alla prova. Il telefono si sbloccava solo tramite il vero volto della modella e non con la riproduzione. I test sono stati condotti utilizzando anche coperture del volto parziali, diverse angolazioni dello sguardo e del volto, diverse temperature e condizioni di luce. In tutti i casi la resa del sistema si è dimostrata decisamente all’altezza, giusto qualche incertezza nello sbloccarsi con il volto della modella in alcune condizioni, ma mai tali da dubitare dell’efficacia del sistema e comunque ci si può aspettare che nelle prima fasi il sistema abbia bisogno di un periodo di setup per allenare la rete neurale al riconoscimento immediato del volto in qualunque condizione sbloccaggio dopo sbloccaggio.

Ma cosa ha reso possibile un avanzamento tecnologico del genere?

Leggendo la overview della Apple si legge che il Face ID è disegnato per riconoscere l’attenzione dell’utente ed evitare le falsificazioni sia digitali che fisiche. La telecamera utilizza una tecnologia denominata “TrueDepth” che insieme al chip A11 sviluppato appositamente esegue la scansione tridimensionale del volto (tramite questa tecnologia è anche possibile scattare dei selfie con lo sfondo sfocato).  Per poter eseguire la scansione del volto in tutte le condizioni di luce, oltre ai sensori di prossimità e di luminosità vengono sfruttati tre ulteriori componenti tutti funzionanti in infrarosso: un illuminatore, un proiettore che proietta oltre 30.000 punti luminosi che vengono catturati dalla telecamera anche in condizioni di scarsa o nulla luminosità. L’immagine acquisita viene comparata con la rappresentazione acquisita in fase di setup e viene aggiornata dinamicamente ad ogni accesso compiuto sfruttando il motore neurale del chip A11 Bionic.

Il motore di riconoscimento del volto sviluppato rappresenta in definitiva la sintesi delle migliori tecniche attualmente disponibili sul mercato consumer. Tutte le tecnologie utilizzate sono state finemente messe insieme, nonostante prese singolarmente esistessero già tutte da almeno un decennio ciò che risulta notevole è lo sforzo fatto per miniaturizzare e rendere economicamente vantaggiosa la loro implementazione a testimonianza del fatto che ogni giorno la tecnologia evolve gettando le basi per i meravigliosi salti evolutivi che la storia ancora ci mantiene celati.

Laboratorio di Tecnologia Creativa Corsi

Laboratorio di tecnologia creativa

L’attività è volta a sviluppare la creatività dei partecipanti attraverso progetti tecnico-pratici con strumenti elettronici e informatici ( oggi alla portata di tutti).

Verranno spiegati i principi della progettazione e messi in pratica attraverso 3 attività di laboratorio;

I progetti previsti sono:

  • una Torre di Hanoi elettronica.
  • un dispositivo olografico tascabile.
  • una piccola app di realtà aumentata.

Lo scopo del corso è di portare i partecipanti a conoscere il mondo tecnologico tramite attività ludico-pratiche creativamente stimolanti. Il tutto in un contesto che promuova un rapporto sano e positivo con la tecnologia stessa.

Pensiero creativo ed ingegno sono capacità essenziali, in un mondo in forte cambiamento in cui la tecnologia, che gioca un ruolo fondamentale, non può e non deve essere consumata passivamente o addirittura subita e per questo richiede un uso attivo e maturo da parte di tutti, specialmente delle nuove generazioni.

Il laboratorio di è adatto ad un pubblico di ogni età ed è modulato in 5 lezioni da 90 minuti che si terranno ogni martedì dalle 16:00 alle 17:30
Le iscrizioni sono aperte presso l’associazione Tutorial di Roma, largo Antonio Pepere 19/20:

https://tutorial-roma.jimdo.com/corsi/tecnologia/tecnologia-creativa/

corsi di informatica Corsi

Corso di Base di Informatica

L’informatica per tutti

Hai sempre desiderato imparare a destreggiarti tra computer, tablet e smartphone? Sei anche tu tra quelli che vorrebbe imparare a inviare e ricevere email, messaggi su whatsapp e capire meglio cosa si intende con il termine cloud. Questo è sicuramente il corso giusto per te. Tramite il nostro corso imparerai in poco tempo come gestire i files, navigare su internet con ogni dispositivo e comunicare agevolmente con i tuoi contatti. Il corso viene impostato su misura per le tue esigenze in modo che tu ti possa concentrare di più sulle tematiche di tuo interesse. Sei un’associazione ed hai bisogno di erogare corsi per i tuoi clienti? Contattaci per concordare tempi e modalità di svolgimento. Il percorso base è scaricabile al seguente link:

Programma – Corso di Base

Se siete interessati ad organizzare uno dei nostri corsi presso le vostre strutture, nel territorio di Roma, potete contattaci a corsi@pc-go.it

Consapevolezza tecnologica Corsi

Corso di Consapevolezza tecnologica

Lo scopo del corso è di aumentare la coscienza del partecipante rispetto alle tematiche di sicurezza informatica e gestione del proprio patrimonio digitale.
Si vuole promuovere una posizione virtuosa verso gli strumenti tecnologici attuali e futuri oltre ad una capacità di azione nel mondo che segua logiche mature e coerenti.

Programma – Consapevolezza tecnologica

 

Se siete interessati ad organizzare uno dei nostri corsi presso le vostre strutture, nel territorio di Roma, potete contattaci a corsi@pc-go.it

 


La foto correlata a questo articolo è opera di Mindandi – Freepik.com

PC-go: assistenza e mentorchip tecnologica Articolo

Mentorship Tecnologico – una nuova figura professionale

Corre l’anno 2017, l’informatica e la tecnologia, generalmente parlando, sono diventate letteralmente pervasive ed il processo non tenderà certo ad arrestarsi nei prossimi anni.

Si stanno affacciando sulla scena mondiale sempre più servizi connessi ed interconnessi, intelligenze artificiali, dispositivi che ci localizzano, ci interconnettono, ci monitorano le condizioni di salute, finanziarie, ci danno possibilità di apprendere continuamente cose nuove, di sentire e vedere in tempo reale persone e fatti che stanno letteralmente dall’altra parte del mondo. Tutto questo non era minimamente fattibile fino a soli 20 anni fa.

Fino a metà degli anni 80 la tecnologia serviva l’uomo prevalentemente attraverso la meccanica, l’elettronica si trovava in una fase di espansione e i principi di causalità così come l’interazione tra uomo e mezzi tecnologici avveniva su scala macroscopica. Con un minimo di impegno e ricerca, aprendo, smontando e semplicemente curiosando un qualunque oggetto, anche tecnologico, ci si trovava ad osservare componenti il cui funzionamento poteva essere compreso. Si poteva comprendere il funzionamento della radio, della televisione, delle schede elettroniche, bastava studiare i principi che regolavano l’elettronica di base, due o tre libri (o magari una laurea) bastavano per acquisire moltissime competenze e capacità rispetto alla complessità che si trovava nella tecnologia dell’epoca. Al giorno d’oggi, per comprendere il modo in cui sono costruiti e funzionano i touchscreen, gli accelerometri, gli algoritmi, i processori e i milioni di altri componenti interni che formano la circuiteria di uno smartphone evoluto servirebbero almeno cinque lauree ed altrettanti dottorati di ricerca. Decisamente troppo per un solo uomo, in una sola vita.

Con l’avanzamento dei processi industriali, i costi di produzione sono stati via via abbattuti. I microchip e le componenti elettroniche hanno cominciato a popolare sempre più diffusamente elettrodomestici, mezzi di comunicazione, e trasporto rivoluzionando il nostro modo di utilizzare e percepire la tecnologia stessa.

Oggigiorno sempre meno persone possono pensare di comprendere bene il funzionamento di uno smartphone, di un televisore a led o di una consolle di gioco, tentare riparazioni delle circuiterie è molto più difficile se non impossibile essendo i circuiti stampati su nanoscala, gli algoritmi per la comunicazione senza fili hanno raggiunto standard di complessità elevatissimi, le componenti meccaniche visibili sono pressoché sparite tanto che aprendo uno smartphone oggi possiamo vedere solo un circuito compatto dal quale poter distinguere solamente la telecamera, il microfono e lo schermo.

La tecnologia serve l’uomo oppure l’uomo serve tramite la tecnologia?

Il sistema di funzionamento di molti sistemi sta andando velocemente oltre le capacità di gestione degli individui sebbene curiosi o addirittura esperti. Le case madri, dal canto loro, preferiscono tenere segrete le specifiche dei propri prodotti a livello hardware e software e dettare autonomamente tempi e politiche di ricambio. Nonostante la standardizzazione di alcuni componenti ogni prodotto è a sé stante e se a questo aggiungiamo metodologie di obsolescenza programmata (ossia specifici e premeditati provvedimenti, atti a limitare la vita delle apparecchiature tecnologiche per indurre l’utente a spendere) ci rendiamo conto che lo scenario tecnologico attuale è sempre più distaccato dal cliente, ormai cosiddetto “consumatore” che dovrebbe invece essere considerato non solo “consumatore” bensì un essere umano, una persona pensante di cui avere rispetto, alla quale la tecnologia deve, per sua stessa natura e scopo fin dagli albori dell’umanità, fornire un servizio, un’utilità, un valore aggiunto, un miglioramento.

Vediamo quindi che le logiche del mercato e del profitto assieme ad un forte impulso produttivo nell’ambito tecnologico hanno prodotto come effetto collaterale un completo ribaltamento del modo in cui l’uomo e la macchina si relazionano e ciò è un male se visto in prospettiva di un futuro sempre più evoluto, in cui le macchine saranno progettate allo scopo di comprendere le nostre abitudini, le nostre vite, le nostre emozioni, il nostro carattere e personalità, apparentemente per servirci ancora meglio. In altre parole, una forte decentralizzazione ed un contemporaneo accumulo del potere creativo e produttivo, della cultura e delle conoscenze dello stato dell’arte unite ad una divisione delle culture sociali ci hanno dato modo di godere dell’informatizzazione su larga scala ma un po’ meno di chiederci in che direzione tutto questo ci stesse portando. Il processo di globalizzazione ed il forte avanzamento tecnologico ci hanno dato la possibilità di potenziare le nostre capacità, ma noi come specie dobbiamo essere in grado di maneggiare correttamente questo strumento, che di per sé stesso ha carattere neutrale, la positività o negatività delle conseguenze a cui assistiamo è direttamente correlata al tipo di utilizzo che ne viene fatto. Un coltello può essere usato per tagliare la verdura in cucina o per commettere degli omicidi, non per questo nel mondo non si produrranno più coltelli.

Un bastone può essere usato per sorreggersi o per picchiare qualcuno, allo stesso modo la tecnologia può essere usata per migliorare le nostre esistenze così come per renderle un incubo. Pensate ad esempio alle molte ragazze che ogni anno perdono la vita suicide perché i loro video intimi a sfondo sessuale vengono pubblicati online.  Una stima realistica purtroppo non esiste. Gli ultimi dati Istat risalgono al 2014 ma a detta dei professionisti del settore sono decisamente sottostimati. Per l’Istituto nazionale di statistica nel 2014 poco più del 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% è vittima assidua di una delle “tipiche” azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale. Sempre secondo l’Istat le vittime assidue di soprusi, quindi le vittime dei bulli, sono il 23% degli 11-17enni nel Nord del paese. Mentre tra i ragazzi utilizzatori di cellulare e/o Internet, il 5,9% denuncia di avere subìto ripetutamente azioni vessatorie tramite sms, e-mail, chat o sui social network. Le ragazze sono più di frequente vittime di cyberbullismo (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi). Ai migliaia di giovani sottoposti al fenomeno del Cyber-Bullismo vanno aggiunti i milioni di giovani vittime di giochi autolesionisti che vanno diffondendosi in maniera virale sulla rete (Blue whale challenge o l’hot water challenge, giusto per citarne un paio). Giochi in cui i visualizzandi vengono sfidati a prendere parte a delle cosiddette “challenge” (appunto sfide) nelle quali si rischia la propria incolumità anche in modo grave. C’è chi si lancia dai tetti in bicicletta o con gli sci, chi effettua manovre spericolate con mezzi motorizzati e non, chi si sfida a mangiare chili, paprika, cannella o altre spezie potenti  fino a sentirsi male, chi si sfida a restare in equilibrio su travi, tralicci a decine di metri, su treni in corsa attaccati con ventose e la lista è ancora lunga. E’ importante che la gente sappia che i figli navigando anche su siti apparentementi innoqui come Youtube possono risultare spettatori non solo delle bravate dei loro compagni più devianti ma di tutti i ragazzi devianti del mondo che caricano le loro bravate sul web facendole sembrare ancor più eccitanti per il semplice fatto di aver raggiunto milioni di visualizzazioni.

Patologie moderne

Recenti studi evidenziano come esista un collegamento tra l’utilizzo massivo di social media e la depressione.

Stanno emergendo nuove patologie collegate alle nuove tecnologie come ad esempio il “collo da smartphone” ossia una pronunciata lordosi nelle vertebre del collo che rimangono in posizione piegata sul dispositivo per un numero di ore troppo alto.

Oppure patologie derivanti dalla necessità di essere perennemente connessi: la “nomofobia”, ossia il terrore ossessivo di non essere raggiungibili. Purtroppo ci si rende conto che l’ascesa della tecnologia ha portato tanti cambiamenti positivi quanti rischi ed inefficienze.

Cosa è possibile fare?

Abbiamo visto come ci sono una serie di conseguenze negative laddove la tecnologia viene utilizzata in maniera errata e senza una sana cognizione di causa. I provvedimenti che possono essere presi al giorno d’oggi da esperti, istituzioni e privati possono essere sicuramente utili al fine di migliorare la vita delle persone, ma anche qui, bisogna stabilire chiaramente quale sia l’iter che si vuole seguire per poter vivere il rapporto con l’innovazione tecnologica in modo veramente sano ed equilibrato. Non è semplice aumentare la consapevolezza e l’etica di un intero popolo fino a quando questi sono visti come semplici acquirenti o consumatori (termini  oggettivamente svilenti delle proprietà intrinseche degli individui). Non è semplice perché in un sistema caotico è più semplice gettare l’amo e far abboccare qualche “pesce”. Più difficile invece è creare delle tendenze positive, dei circoli virtuosi che rendano le persone in grado di capire veramente i propri bisogni personali e collettivi, capire come il marketing faccia subdolamente leva su questi per vendere e come riuscire ad emanciparsi.

Ma se già adesso, all’alba di questa nuova era tecnologica computerizzata, cominciano ad apparire le prime perdite di direzione, del buon senso applicato alla vita quotidiana, come potremmo orientarci in un futuro che ci proporrà cambiamenti tecnologici a ritmi sempre meno sostenibili? Avremo sempre meno tempo per correggere i nostri errori come specie, sempre meno “margini di manovra”, sempre meno libertà di pensare, riflettere, assorbire, sperimentare, eventualmente reagire. Arriveremo forse a chiederci “dove, quando abbiamo sbagliato?”. Forse, sarebbe il caso oggi di fermarsi un minuto e chiedersi: “Qual è la nostra responsabilità come individui, nel tumultuoso mare tecnologico nel quale stiamo navigando a tutta velocità verso direzioni ancora sconosciute?”.

L’evoluzione del mercato tecnologico

Il mondo informatico, all’inizio era percepito dal “mercato di consumo” (detto consumer) come qualcosa di molto lontano, nessuno possedeva orologi, calcolatrici, telefoni o altri dispositivi digitali. Nel seguito un continuo progresso ha via via trasformato la nostra vita portando avanzamenti continui in ogni campo : nel campo della audiovisione e dello storage si è passati dalla radiotelevisione e il lettore di vinili (unici sistemi di consumo mediatico ) alla musicassetta al lettore mp3 attraverso una lunga e riccamente assortita “guerra degli standard” (cassette, minicassette, minidisk, CD, DVD, BLUERAY, mmc, sd, xd e moltissimi altri), nel frattempo nella videodiffusione, si è passati dai vecchi modelli a tubo catodico ai nuovissimi display Led, amoled, oled, retina etc passando per gli lcd e la tecnologia al plasma con qualità delle immagini sempre più elevata.

Il futuro ci riserva certamente ulteriori standard, ulteriori capacità sorprendenti rese ancora più sorprendenti da accurate e studiate strategie di marketing che ci faranno spendere cifre sempre più considerevoli per ottenere l’ultimo ritrovato tecnologico. La pervasività di tali dispositivi cambierà ulteriormente il nostro modo di comunicare e di interagire e così come siamo passati dal telefono a disco agli iphone touchscreen, dagli squilletti sui primi gsm alle gif animate su whatsapp, dalle lettere con francobollo alle email passeremo probabilmente dalle videoconferenze su skype alle telepresenze olografiche, dall’utilitaria al sistema di trasporto di massa automatizzato, dal memorizzare a fatica qualunque nozione al comprare l’ultima espansione per la memoria tramite innesti o caschetti di potenziamento celebrale ad onde elettromagnetiche.

Nel frattempo si continua a produrre, consumare e gettare immense varietà di chip, schede, dispositivi, che tramite le loro sigle e caratteristiche alfa-numeriche campeggiano fiere e sgargianti nei negozi e nei supermercati sbandierando qualità più o meno avveneristiche dall’unico ineluttabile destino: diventare obsolete nel giro di qualche manciata di mesi.

Caratteristiche variabili in quando a memorie, formati, velocità, potenza, si fondono e si avvicendano in una vorticosa girandola di termini specifici nella quale solo i più esperti si orientano.

Diventa difficile in questo mare distinguere i termini fuorvianti, quelli che servono a fare solo pubblicità e a far spendere un tot in più al consumatore che così si trova spesso a comprare nuovi strumenti tecnologici inutili o mal dimensionati rispetto alle loro reali esigenze prede di strategie di vendita che hanno l’unico scopo di vendere puntando sull’ignoranza.

Il paradosso della scelta

Studi sociologici e psicologici dimostrano come esista nell’attuale società un problema molto diffuso ma non altrettanto conosciuto: Il paradosso della scelta. Barry Schwartz, psicologo dell’università della Pennsilvenia spiega questo paradosso in un bellissimo discorso su TED (social network di diffusione culturale molto popolare).

Lo psicologo sostiene che in primo luogo avere troppa scelta porta alla paralisi. Avere troppe opzioni comporta spesso quello che definiremmo semplicemente “l’imbarazzo della scelta”. Continua sostenendo che anche dopo aver superato questo stadio, una volta compiuta la scelta, magari un ottima scelta, la soddisfazione sarebbe stata molto maggiore avendo a disposizione un numero minore di scelte, infatti più scelte possibili abbiamo più la nostra aspettativa sale perchè ci domandiamo inconsciamente: “infondo tra tante opzioni ci sarà sicuramente quella perfetta per me giusto?”…la risposta potrebbe essere si o no, ma incrementa semplicemente il nostro stress nel dover scegliere, incrementa la nostra frustrazione nel momento in cui ciò che compriamo rivela dei difetti (lasciando spazio al dubbio: e se avessi comprato quell’altra cosa?). Esiste infatti, quello che gli economisti chiamano “costo-opportunità” ossia, il valore che diamo alle cose dipende da quello con cui le confrontiamo. In un mercato in cui la concorrenza è elevata ed ogni prodotto presenta punti di forza e punti di debolezza. Comprare oggi una cosa per alcuni punti di forza e trovarsi a confrontare più o meno inconsciamente le debolezze che presenta con i punti di forza di altre opportunità rappresenta un terribile stress. Un po’ come quando si compra la migliore macchina sul mercato (in rapporto al nostro portafoglio) che ha praticamente tutte le caratteristiche di cui ho bisogno ma poi si nota come magari con una piccola differenza di prezzo avrei potuto avere quella particolare caratteristica, alla quale magari al momento dell’acquisto non si è dato molto peso, di cui invece l’altra opzione era dotata ( ad esempio i cerchi in lega o il lettore mp3).

Le figure di riferimento

Visto gli scenari precedenti, ci si rende pur conto di quanto sia necessario che nel tempo si formino persone e gruppi di persone che contribuiscano a livello sociale all’apporto di conoscenze e concetti su base etica. Tecnologhi, tecnici, sociologi, psicologi, o semplici amatori della tecnologia, ognuno nel suo campo dovrebbe contribuire con la sua conoscenze a direzionare le scelte delle persone meno esperte e consapevoli fornendo non solo consigli corretti basati sul buon senso e sull’etica, ma un valore aggiunto dal forte connotato umano: una consapevolezza della tecnologia, delle sue modalità di utilizzo, dei rischi connessi ad un cattivo utilizzo e dei metodi per evitare di rimanerne vittima.

Una volta un tecnico esperto poteva ad esempio essere il vicino di casa, o per i più fortunati un parente vicino, oggi i tecnici esperti sono principalmente formati dalle grandi catene di distribuzione (Euronics, Mediaworld etc.) e da una rete di piccoli negozi di assistenza e riparazione molti dei quali possiedono un sito web o una pagina Facebook per i loro affari. Nessuno di loro però si occupa di fornire ai clienti una panoramica della tecnologia che acquistano che sia improntata sul concetto di consapevolezza tecnologica, dei rischi e dei benefici che umanamente possono essere acquistati insieme al dispositivo, questo viene lasciato stabilire all’acquirente.

PC-go: mentorship tecnologica e assistenza

PC-go: mentorship tecnologica e non solo

PC-go svolge un’azione mirata alla creazione di valore per le persone coniugando gli aspetti tecnico-pratici con gli aspetti umani e sociali che nell’era dell’informazione ci troviamo a vivere.
La tecnologia è un ecosistema, il nostro compito è di creare un nido dove le persona possano sentirsi protette, a proprio agio.
Nell’ottica di perseguire questo obiettivo abbiamo deciso di offrire una molteplicità di sevizi riuniti attorno ai concetti di mentorship tecnologica e di etica tecnologica.

Uno dei corsi che proponiamo di occupa di approfondire gli aspetti legati alla tecnologia ed al cittadino esortandolo a rendersi parte attivamente critica nel processo di cambiamento globale al quale assistiamo. Vengono toccati gli aspetti rilevanti della storia del web e dell’informatica ed introdotte le problematiche fondamentali dell’attuale panorama tecnologico. Il programma del corso è scaricabile tramite Programma – Consapevolezza tecnologica.